Quante sono le vite di un gatto?

By martedì, Luglio 29, 2014 Permalink 5

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Dietro ad una finestra rigata di pioggia, sedeva una figuretta scura, minuta persino per la sua specie. Composta, se ne stava ad osservare i passanti distratti, che attraversavano l’incrocio proprio sotto al suo sguardo attento, ignari degli occhi verdi che vigilavano su di loro. Occhi alla ricerca di un impermeabile giallo, e non di un qualsiasi impermeabile giallo, il gatto infatti era in attesa di qualcuno di molto speciale…

Sole giró la chiave all’interno della serratura e fece appena in tempo ad aprire la porta numero 3 del primo piano, che un caloroso borbottio di fusa feline l’accolsero all’interno dell’appartamento. Miss Patched aveva abbandonato la sua postazione di fronte alla finestra già da qualche minuto; dopo aver visto finalmente sbucare la ragazza si era stiracchiata, inarcando la schiena scura, poi con un balzo aveva raggiunto il pavimento facendo scricchiolare le assi consunte del parquet, giusto in tempo per sentire l’ascensore che cominciava a scendere. Era ormai sua abitudine, infine, posizionarsi a pochi passi dalla porta, in modo tale da accogliere il nuovo arrivato senza tuttavia intralciarlo. Era una gatta socievole, sebbene nutrisse poca ammirazione nei confronti degli uomini e del genere maschile in generale. Non a caso il criceto, un certo Napoleone, era durato pochi mesi, poi aveva cercato rifugio dalle vicine di casa tremando per lo sfinimento, ma Miss Patched lo osservava al di là della ringhiera.

Fu solo dopo che Sole le grattò un poco la schiena e dietro le orecchie, che Miss Patched si decise a farle strada fino alla cucina, dove sul tavolo giaceva un pacco indirizzato a lei. Salì persino sulla tovaglia, lasciata lì da quella mattina, in maniera tale da attirare la sua attenzione. “No, Patched lo sai bene che non vogliamo che tu salga sul tavo…” Ma la giovane s’interruppe proprio sull’ultima parola della frase, perché gli occhi dorati avevano finalmente incontrato l’oggetto, a detta della gatta, misterioso. Quest’ultimo, liberato da spago e carta marrone, si rivelò essere un semplice libro, piuttosto vecchio, spesso e ingiallito dall’umidità. “Alberi Genealogici”, questo era il titolo, redatto in dorato e con un carattere tanto gotico da sembrare kitsch. E mentre, sotto lo sguardo attento del felino, Sole si rigirava fra le mani il vecchio tomo, un foglietto sbiadito scivolò dalle pagine, posandosi dolcemente a terra, proprio di fronte alla donna. Era un articolo di giornale risalente al 21 dicembre 1890, una casa ad Amsterdam era andata a fuoco durante quell’antica notte e nell’incendio non sopravvisse nessun inquilino. Ma prestando più attenzione si poteva notare al fondo della cronaca un’annotazione a mano in cui veniva descritto un fatto curioso: il vecchio gatto di famiglia ne era uscito incolume. Un felino spelacchiato, tutto nero se non per delle macchie bianche e rosse sulla parte sinistra del muso. Così simile a Miss Patched, nella descrizione, da destare l’attenzione di Sole “Se non fosse che le vite di un gatto sono solo 7 penserei che sia tu la fortunella!” La gatta mosse impercettibilmente la bocca, neanche stesse sorridendo. 

 

 

La storia di Sole continua, “Quante sono le vite di un gatto?” non è tratto da un libro ed è uno dei racconti che narrano semplicemente una fiaba contemporanea.

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