Lo Straniero

By giovedì, Luglio 31, 2014 Permalink 5

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L’ultimo cliente, un ragazzetto magrolino e con occhiali troppo grandi per il suo viso sottile, era appena uscito dalla libreria facendo tintinnare la campanella appesa allo stipite superiore della porta. Il silenzio tornò a regnare all’interno de “Los Libros Encantados”, mischiandosi al profumo di carta appena stampata che aleggiava oziosamente fra gli scaffali. Non si trattava di una di quelle librerie che ci sono adesso, grandi e asettiche, ma piuttosto di quelle dove il legno la fa da padrone, con i suoi scaffali consumati dal tempo e scalette traballanti per poter recuperare anche i libri più in alto. Un ambiente stretto, angusto e forse addirittura soffocante, ma che grazie ai preziosi oggetti in vendita riusciva a mettere a proprio agio chiunque…

L’orario di chiusura della libreria si stava avvicinando frettolosamente, come se il tempo potesse scorrere più veloce per timore che qualcosa accadesse in quegli ultimi istanti di apertura al pubblico. Ma Sole non stava facendo caso al movimento delle lancette – come sempre d’altronde – era impegnata piuttosto a riordinare i volumi scartati dai clienti di passaggio di quel pomeriggio. Un lungo e tedioso pomeriggio plumbeo di aprile. La pioggia era cessata quella mattina, smettendo di picchiettare sui tetti, sui vetri, invadente e curiosa. Aveva lasciato il posto a nubi leggere ed evanescenti, più grigie che bianche in realtà, ma di quelle rapide, sempre in movimento. Le “nubi nomadi senza dimora”, così le chiamava Sole quando era solo una bambina, perché in fondo si identificava in esse. Senza una casa che potesse chiamare tale. 

La campanella della libreria tornó a trillare argentea, annunciando l’ingresso di un nuovo visitatore. Fu allora che la ragazza si decise a guardare il grosso orologio a pendolo che troneggiava accanto alla cassa. “Stiamo per chiudere… Perció se è una cosa lunga le suggerisco di tornare domani, al Signor Martinez non piace aspettare…” Si riferiva chiaramente al proprietario, al quale ogni sera doveva riportare le chiavi esattamente cinque minuti dopo la chiusura del negozio. Ma quel giorno, l’anziano signore avrebbe dovuto attendere molto di più.

“Finalmente ti ho trovata.” Erano passati solo due giorni dal fugace incontro tra Sole e il “ragazzo del caffè” – soprannominato così da Talitha -, eppure ora eccolo lì, con una mano appoggiata alla maniglia della porta e lo sguardo determinato. Involontariamente Sole indietreggiò, andando a sbattere contro il bancone in mogano; a differenza dello straniero con l’accento inglese, non c’era alcuna traccia di sicurezza fra i suoi lineamenti. “C-come?” Con ogni probabilità una bimbetta di cinque anni avrebbe avuto la voce meno stridula e la giovane donna si odió per quell’atteggiamento intimorito che stava ostentando di fronte allo sconosciuto.
“Sapevo che ti avrei trovata, ovvio, ma non pensavo di metterci quasi quarantotto ore. Solitamente questo trucchetto mi riesce molto più rapidamente.” Il ragazzo, si chiuse la porta alle spalle, muovendo qualche passo nella sua direzione. Stava sorridendo.
“Scusami? Ma chi diamine sei? Cosa vuoi da me? E poi perché ? Vuoi per caso rovesciarmi qualcos’altro addosso, magari in testa ‘sta volta?” la strana ed inquietante, a parer suo, risposta dello sconosciuto le aveva dato modo di riacquistare il controllo, non della situazione, chiaro, ma piuttosto della sua mente e soprattutto della sua voce. Con un tonfo sordo lasciò cadere i libri che ancora reggeva fra le mani sul tavolino lì accanto, e si avvicinò – neanche cercasse di sembrare minacciosa – verso di lui: le sopracciglia che quasi si toccavano e lo sguardo torvo. “Ora vattene prima che chiami la polizia.”
Sole, ma che ti prende? Ci ho messo secoli, letteralmente, a ritrovarti e ora fai così?”
“Io non la più pallida idea di chi sia tu, probabilmente mi stai confondendo con qualcun’altra…” Non vacillò, non ancora perlomeno, sembrava decisa a liberarsi di quello strano ragazzo. Forse perché ancora non aveva realizzato che lui l’aveva appena chiamata per nome.

 

 

La storia di Sole continua, “Lo Straniero” non è tratto da un libro ed è uno dei racconti che narrano semplicemente una fiaba contemporanea.

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2 Comments
  • Erica
    Agosto 7, 2014

    *.* questa storia mi ha preso un sacco!! A quando il prossimo pezzetto?!???

    • Alice
      Agosto 7, 2014

      Grazie, davvero!
      Presto presto 🙂

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