L’ora delle streghe

By giovedì, Settembre 4, 2014 Permalink 5

l'ora delle streghe, streghe, tales, sole, fairytales, la fiaba di sole, storia di sole, sole's tale, aliceinwardrobe, alice in wardrobe, alice baxadonne, alicebaxadonne, blog, personal blog, made in italy, italian blogger

Era l’ora del crepuscolo, quella in cui le streghe si rivelano ammantate di nero, almeno secondo alcune culture. Gli ultimi raggi del giorno erano calati oltre l’edificio di fronte, e Sole sedeva sul balcone, con le gambe distese sulla ringhiera e un libro fra le mani. Era il tomo che le era stato recapito qualche giorno prima, e lei sembrava essersi completamente dimenticata della sigaretta che si consumava lentamente nel posacenere, forse incuriosita da quegli strani simboli che comparivano ai bordi delle pagine ingiallite. Ad una prima occhiata sarebbero potuti sembrare solo scarabocchi, ma prestando maggiore attenzione si rivelavano per ciò che erano realmente: geroglifici, risalenti all’antico Egitto.

Sole sobbalzò, destata da alcune voci che giungevano dalla strada, inconfutabilmente familiari. Ritirando le gambe verso di sè – decisa a non farsi cogliere in flagrante mentre origliava – si mise ad ascoltare la discussione, piuttosto animata , che si stava svolgendo per strada. Il rumore del traffico a tratti sovrastava le parole dei due, ma dal suo balcone del primo piano la ragazza godeva di una posizione avvantaggiata.

“No. Ho detto di no. Non ti azzardare ad avvicinarti un’altra volta a lei senza avvertirmi. Mai più. Sai cosa sarebbe potuto succedere? Non è ancora pronta!” Talitha sembrava agitata, la voce le tremava per la collera e Sole riusciva quasi ad immaginarsela, con le sopracciglia tanto vicine da potersi quasi toccare, sicuramente stava anche gesticolando vistosamente. Le capitava sempre quando era nervosa o arrabbiata.
“Ma tu che diamine ne sai? Hai passato gli ultimi centocinquanta anni a nasconderla, neanche fosse un cucciolo indifeso! Ti ripeto che non è da me che devi proteggerla!” L’accento inglese era inconfondibile, ma il tono deciso e sprezzante sembró quasi non appartenergli, come se si stesse sforzando di mantenere la sua posizione. “Non me ne frega niente delle tue paranoie, devi dirle cosa sta succedendo, potrebbe cambiare tutto adesso, e devi dirle che cos’è. Non puoi tenere in piedi questa farsa ancora a lungo. Comincerà a farsi delle domande, cominceranno a capitarle delle cose che non potrà spiegarsi e non potrà affrontarle senza la adeguate conoscenze. E tu lo sai.”
Era chiaro che stessero parlando di qualcuno che entrambi conoscevano molto bene, ma le domande che adesso si stava ponendo Sole non riguardavano la conversazione appena ascoltata, ma piuttosto la relazione che intercorreva fra la sua coinquilina e il ragazzo misterioso – che sembrava comparire fin troppo spesso durante l’ultima settimana. Come facevano a conoscersi? E soprattutto, sembrava anche avessero una certa confidenza per potersi dire certe cose.
“Non se ne parla Dorian. La mia risposta è no.”
“Bene, se non lo farai tu, lo farò io.”

Sole non udì più alcuna risposta, così fu allora che si azzardò a sporgersi verso la strada per poterli vedere: l’amica si era avvicinata al giovane per sussurrargli qualcosa, le braccia distese lungo il corpo, i pugni serrati. Qualunque cosa gli avesse detto, sembró fare l’effetto desiderato perché lui si scostò di repente e con un gesto delle mani si allontanò da lei, lasciandola sola. E una volta sola, Talitha alzó lo sguardo verso il proprio balcone di casa, quasi per assicurarsi che Sole non fosse ancora tornata a casa come sperava. Ma, sebbene Sole si fosse mossa in fretta, riuscì ad intravedere lo scintillio dei suoi capelli dorati…

 

 

La storia di Sole continua, “L’ora delle streghe” non è tratto da un libro ed è uno dei racconti che narrano semplicemente una fiaba contemporanea.

5

No Comments Yet.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *